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Redazione 27/02/12 - 10:06

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CATANIA – Come di consueto proponiamo a tutti i lettori rossazzurri la rassegna stampa con le notizie più importanti presenti oggi nelle edicole nazionali e non. Gli articoli riportati sono stralci degli originali, non volti a sostituirsi a questi, pertanto invitiamo ad approfondire i contenuti presenti acquistando i giornali in rassegna.

Catania salto in alto (La Sicilia – Prima pagina)

“Tre gol al Novara e il Catania sale a quota trentatré. Una vittoria spumeggiante con la squadra rossazzurra che ha divertito con tre bellissime reti di Bergessio, Marchese (con un tiro al volo da 25 metri) e Gomez. Quota salvezza più vicina.

IL CATANIA DICE 33 (La Sicilia)

“Novara schiantato da Bergessio, un eurogol di Marchese e Gomez”

DIVERTENTI E CONCRETI VERSO IL RECORD ASSOLUTO (La Sicilia)

“Un Catania che diverte ed è concreto allo stesso tempo sta raccogliendo frutti importanti e consensi sempre più estesi, in cui s’integrano la «combinazione perfetta» dell’organizzazione societaria con la sua progettualità e le qualità di un tecnico bravo e determinato come Vincenzino Montella. Un Aeroplanino che sta volando alla grande, trascinando il Catania ad alta quota, ma soprattutto facendo divertire il popolo rossazzurro. Mentalità vincente, da ex attaccante, tra- M smessa alla squadra in maniera globale. Un gioco spumeggiante in cui vedi i rossazzurri uno alla volta andare a pressare gli avversari sino alla loro area anche se già si sta sul 3-0. Qualcosa che è stato inculcato, direi innestato in questa squadra.

Calcio champagne (La Sicilia)

“Bergessio apre le danze, Gomez le chiude ma la perla è un supergol di Marchese

“GIOVANNI FINOCCHIARO Le primedonne arrancano, il Catania vince l’Oscar. Ritira il premio Giovanni Marchese. Il suo gol, ce lo auguriamo, dovrebbe andare sulla copertina di un campionato vissuto a ritmi superiori ai precedenti. Insomma, non parleremo di un Catania da salvezza serena; ci corre l’obbligo di azzardare una stagione di medio alta classifica. Una posizione meritata da consolidare, però, partita dopo partita. CHE DIVERTIMENTO. Re nella notte delle statuette di Los Angeles. Ma anche se fosse, alla fine, soltanto salvezza anticipata, il Catania attuale meriterebbe complimenti europei. Perché diverte che è un piacere, segna e lo fa nella maniera più plateale, regalando e regalandosi spettacolo. Se il Novara è apparso poca cosa, il merito è di un Catania che sembra inarrestabile. Vittoria col Genoa, blitz a Siena, conferma in casa con i piemontesi. La parentesi Juve è un brutto sogno dal quale lo squadrone di Montella si è ridestato immediatamente, senza accusare contraccolpi. Il tre a uno finale sta anche stretto a un complesso che ha creato e corso anche dopo il tris di Gomez. Creato, specchiandosi un po’ troppo, se permettete. Segni tu, anzi provo io. Ed ecco il gol del Novara. Poco importa. Bergessio sfonda, ancora in gol su azione, e dire di Marchese? Ha segnato il gol più spettacolare, poi in fuga per la vittoria ecco il «Papu». Che goduria. PITU MIRACOLATO. La sorpresa c’è sempre, in casa Catania. E che sorpresa: Barrientos in campo dal primo istante: recuperato a tempo di record dall’infortunio al ginocchio accusato a Torino. Agisce nei tre davanti, il Pitu, sulla stessa fascia di Seymour, laterale destro di centrocampo, promosso titolare in luogo dell’infortunato Izco. Rientra Motta, Bellusci s’accomoda in panca.

Momento d’oro di un collettivo in grande crescita (La Sicilia)

“Il Catania, invece, favorito dalla pochezza dell’avversario, faceva la partita spingendo molto soprattutto sulla fascia destra e nella zona centrale, un po’ meno sull’out di sinistra. Preciso e convincente il giro palla dei rossazzurri di Montella che, allo stesso tempo, ha la fortuna di poter contare su ottimi palleggiatori in grado, all’occorrenza, di smorzare il ritmo, ma anche rapidi e abilissimi nell’uno contro uno e nel saltare l’uomo per portarsi in superiorità numerica. Ottima la performance di Bergessio che si inserisce sempre alle spalle dei difensori, dà profondità e fa le sponde; ma il merito del gol che ha sbloccato la partita va condiviso equamente con la ennesima grande giocata di Lodi. Nessun dubbio, invece, sulla rete-capolavoro di Marchese: la standing ovation è solo per il fantastico sinistro al volo del difensore etneo, una pennellata che rimarrà tra il gol storicamente più belli del Catania in Serie A. Ironia della sorte, pare che lo schema sia stato inventato, ben quattro anni fa, proprio da Peppe Mascara, ai tempi di Walter Zenga….

Marchese, un giorno da leone (La Sicilia)

“Storia vera di un ragazzo di provincia diventato protagonista dopo una gavetta infinita e molta tribuna

“«Questa è la mia maglia. Se rinasco, vorrei stare ancora qui»

“Quando lo senti parlare pensi che, nel mondo di un calcio dominato da sponsor, interessi, gelosie, caratteracci e tattica esasperata, c’è ancora spazio per storie talmente belle che sembrano inventate. Quella di Giovanni Marchese non è la favola del brutto anatroccolo, per carità, ma il cammino di un ragazzo di periferia che, partendo dalla lunga, dura, interminabile gavetta, oggi è diventato l’uomo del giorno. Protagonista della promozione in Serie A, poi ceduto, rientrato alla base, infortunato, una sosta prolungata in infermeria, poi in panchina, addirittura in tribuna. Gioca Marchese? Ma dai, non è adatto ai ritmi della Serie A. Ha ferri da stiro al posto dei piedi. Ingenerosi, i commenti nei confronti di un siciliano dal cuore d’oro. I piedi? Riguardate, con attenzione, il gol di ieri, al Novara e ricredetevi. Cuore d’oro, Marchese. Perché lo senti parlare del Catania e dice: «Questa è la mia maglia». Lo dice con la voce emozionata e lo sguardo basso di chi prova sentimenti. Sì, sentimenti veri. Anche i calciatori hanno un cuore. Non tutti, perché è facile perdersi nei meandri di un benessere che non è di tutti. Giovanni no. Giovanni segna come e meglio di Vargas al Massimino contro il Milan (come Capuano, ancora al Milan, ma a San Siro) e manda baci alla famiglia, alla sorella Gessyca che lo segue in diretta tv da Torino, ai nipotini Calogero, Cassandra, Nathan, Gioele. Parla della fidanzata come della donna più importante sulla faccia della terra. Una persona vera, Marchese. Invece di dire: questa è stata la partita più bella della mia carriera, rilancia: «Posso fare meglio. Mi interessa crescere. Si può fare di più, mantenendo una concentrazione costante, tentando di offrire un rendimento sempre oltre la media”.

Fischi e insulti a Mascara Erano proprio necessari? (La Sicilia)

“La giornata di Peppe. L’abbraccio al «Pitu», la sostituzione dopo 50’, il congedo dai cronisti senza frasi ufficiali

“E, alla fine, Peppe abbraccia «Pitu». Sembra uno scioglilingua, ma è la scena a cui assistiamo, anche lontano dai riflettori del Massimino. Peppe è Giuseppe Mascara, ieri idolo incontrastato della tifoseria, oggi nemico talmente odiato, da meritare fischi e insulti. A nostro avviso, ma è un parere espresso anche da network nazionali e da una parte di tifoseria, non si tratta così chi ha scritto la storia recente del Catania, chi ha segnato all’Inter con una parabola pazzesca, al Palermo da centrocampo, all’Udinese quasi allo stesso modo. Non si tratta così chi ha spinto il Catania in Serie A con la tripletta al Mantova, nel periodo più incerto della stagione tra i cadetti, chi ama la Sicilia, ma aveva scelto Napoli per contratto (i calciatori, vi assicuriamo, fanno tutti così: è un lavoro, no?) e per giocare in Champions, ma poi si è accontentato di Novara perché in Campania non aveva più spazio. Peppe a Catania ha amici veri e altri di passaggio. La domenica, quando la partita finisce, mette la famiglia sul primo volo possibile, e va a cenare da un suo grande amico, a San Giovanni Li Cuti. Poi corre a Comiso, dai parenti e dai famigliari stretti per godersi con loro il giorno di riposo.

Montella evita i complimenti «Penso all’Inter» (La Sicilia)

«Io tecnico rivelazione, squadra in Europa? Diamo continuità ai nostri risultati»

“Montella piace a tutti. Ai dirigenti del Catania che l’hanno scelto, ai tifosi che spingono il Catania sulle vette d’Europa. Piace ai dg delle società che contano. Lo tengono d’occhio con discrezione, i padroni del calcio. Vincenzino se la ride e svia l’argomento. Parla del Catania e basta. Ma la domanda arriva forte e chiara. Lo sa, Montella, che lei viene considerato, non da oggi, l’allenatore rivelazione? Risposta pacata: «So che il Catania mi stima e tanto mi basta». Però si parla già di Lazio, Inter, Napoli… «I giornalisti mi vogliono bene, o saranno i direttori amici di Lo Monaco, che riportano i complimenti del mio direttore ». Hanno detto che lei avrebbe potuto guidare ancora la Roma, invece di scegliere la soluzione esterofila. «Grazie per i complimenti, ma io commento la partita che ho visto». Eccoci, dunque. Catania-Novara 3-1, risultato che dice tutto. «Non tutto, vi confesso». Cos’altro avrebbe dovuto dire? «Negli ultimi venti minuti abbiamo preso gol dopo aver giocato troppo lunghi, alla ricerca del poker».

DISTRAZIONI FINALI DA EVITARE (La Sicilia)

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“Ormai non ci sono più dubbi, il Catania è una delle squadre più in forma della Serie A: basta rivedere l’azione del primo gol, da cineteca, tutta di prima e in tre tocchi appena, conclusione di Bergessio compresa (facile) per capirlo. Ottavo successo, il 6° al Massimino (la difesa rossazzurra è fra le meno battute in casa, un gol in più della Juve), una freschezza, atletica e mentale, la fluidità di manovra che porta la squadra rossazzurra facilmente ad attaccare qualunque avversario: quanta roba. Certo, con quel centrocampo che si ritrova il Catania (qualità e quantità insieme) è logico che sia così: i 33 punti sinora conquistati hanno, insomma, una spiegazione logica, per quanto il calcio non possa essere considerata una scienza esatta, scientificamente valida. C’è da godersi questo magic moment, ricordando che non bisogna mai tirare i remi in barca, perché il mondo pallonaro è come la vita – soprattutto quella di oggi – non bisogna mai meravigliarsi di nulla e del contrario di nulla. Tanto per essere ancora più chiari, chi avrebbe mai scommesso un euro sul ritmo indiavolato del Lecce, con Serse Cosmi in panchina? I salentini (a quota 24 punti) restano nella scia del Siena (due lunghezze di vantaggio): grazie al successo sul campo del Cagliari, hanno già fatto sì che la quota salvezza si sia subito innalzata, almeno a quota 36-37 punti, anche se tutti gli addetti ai lavori vi diranno che ne servono 40.

«Abbiamo fatto il tanto atteso salto di qualità» (La Sicilia)

“Stavolta il presidente si esalta. Perché la prestazione è stata convincente e perché la classifica lo impone. Mai così in alto, il Catania, nelle prime venticinque giornate di campionato. E se si considera che la squadra di Montella deve ancora recuperare una partita…. «No – elude la domanda Pulvirenti – questi discorsi non fanno per me. Gli obiettivi parziali sono una cosa, ma noi puntiamo al risultato finale. Per questo preferisco restare ancorato al commento di questa prestazione, che è stata di ottimo livello, ma che non era affatto scontata». «Eravamo reduci dalla vittoria di Siena – spiega il presidente – e dopo risultati di questo genere il Catania ha sempre ciccato la gara successiva. Questa volta non è accaduto, questa volta la squadra è stata perfetta, questa volta la squadra ha interpretato il match nel migliore dei modi. Credo che contro il Novara abbiamo potuto registrare il salto di qualità cui tutti ambivamo e che ci permette di accostare il Catania a situazioni e dimensioni diverse rispetto a quelle cui eravamo abituati». In effetti basta guardare la classifica per rendersi conto, ad esempio, che domenica contro l’Inter sarà scontro diretto. «La classifica, che ci è consona, dice questo e non ci possiamo nascondere. Non è un’illusione e, facendo tesoro di quanto accaduto a Torino, andremo a San Siro consapevoli di potercela giocare. Sul piano del gioco possiamo farlo anche contro l’Inter»

Mondonico: «Tanto di cappello ai rossazzurri: sono più forti» (La Sicilia)

“«Ho sentito dire che il Catania nel secondo tempo si è divertito e che poteva fare 3-4 gol. Noi non ci siamo divertiti, ma i gol, nel secondo tempo, potevamo farli anche noi». Emiliano Mondonico “castiga” con un sorriso una battuta colta al volo proprio mentre attendeva che Gomez concludesse il suo intervento in sala stampa. «Il Catania poteva segnare ancora, ma anche a noi le opportunità non sono mancate: due pali, il gol annullato, l’azione di Caracciolo, non si può dire che non ci abbiamo provato… Tanto di cappello ai rossazzurri, sono più forti e stanno decisamente meglio, meritavano il vantaggio alla fine del primo tempo, ma nella ripresa in campo ci siamo visti anche noi, se non fosse arrivato subito l’eurogol di Marchese ce la saremmo potuta giocare fino alla fine». Forse, oppure no, ma cambia poco, il risultato premia giustamente il Catania. «Non mi sogno minimamente di mettere in discussione i meriti della squadra di Montella che mi ha fatto, anzi, una grandissima impressione».

Bergessio, quando il «Toro» si scatena (La Sicilia)

“«Penso ancora ai tredici gol, ma quel che conta è la squadra: con o senza le mie reti puntiamo all’Europa»

“Che Bergessio! Anzi, che «Toro»! Hai voglia ad impugnare «muleta» e «banderillas », perché quando il centravanti di Cordoba è in queste condizioni, beh, davvero non c’è come fermarlo e la «corrida» è sicuramente tutta… a perdere. Hanno avuto modo di impararlo a proprie spese i difensori centrali del Novara che, quando ancora le lancette dell’orologio non avevano concluso neanche il loro primo giro, sono subito stati costretti ad un intervento alla disperata. Ma non è che nei 59’ successivi (Bergessio è uscito al 14’ della ripresa) gli stessi difensori se la siano potuta prendere tranquilla: il «Toro» era lì, a sbuffare, scattare, combattere, ripiegare e caricare quando un briciolo di rosso – leggi: la porta avversaria – gli veniva parato davanti al naso. Inevitabile, alla fine, che i «toreri » Lisuzzo, Centurioni e Ujkani finissero… matati «Inevitabile non lo so – sorride l’attaccante rossazzurro – però stavolta è accaduto. Sono felice, perché da attaccante spero sempre di segnare, ma soprattutto perché questo mio gol ha permesso al Catania di sbloccare una partita difficile, che poi è stata vinta». A Siena ci aveva confessato che il gol non le mancava in maniera ossessiva. «Lo ribadisco. Io sono di quelli che preferisce aiutare la squadra: meglio vincere senza un mio gol, che perdere con una rete realizzata dal sottoscritto»

La gioia del Papu: «Il gol mi mancava tanto» (La Sicilia)

“Dategli il Novara e vi solleverà il mondo. Chissà che effetto fa ad Alejandro Gomez trovarsi di fronte la matricola piemontese. Non ha l’appeal del Milan o della Juventus, eppure per il Papu è un detonatore dal potenziale devastante. L’argentino, in questo campionato, ha segnato due reti. Entrambe ai novaresi. Ma non è solo una questione di gol. GOMEZ. Stratosferico nella gara d’andata, quando fece ammattire l’intera retroguardia avversaria, coronando una prestazione maiuscola con il sigillo del 3-3 nei minuti di recupero, Gomez ha brillato di luce propria anche nella sfida di ritorno, al Massimino. Dellafiore – dopo questi 180 minuti stagionali – se lo ricorderà per un pezzo. Il Papu ha fatto quel che ha voluto sulla fascia di competenza, sfondando a più riprese, dando l’ampiezza necessaria alla manovra offensiva e confezionando il gol del 3-0 a modo suo: accelerazione a mille sulla corsia sinistra, il frastornato Dellafiore puntato e saltato, diagonale secco con palla in fondo al sacco. Quel che ci voleva. Vero, Alejandro? Gomez conferma: «Il gol mi mancava tanto.L’ho sfiorato tante volte in questi mesi, ma mi è sempre mancato qualcosa per fare centro. Stavolta è andata bene, sono felice. Il turno di riposo, a Siena, è stato salutare. Montella ha fatto bene a farmi riprendere fiato.

Lavezzi fa male all’Inter Pazzini si divora il pareggio (La Sicilia)

“L’effetto Champions spinge il Napoli. Ranieri rischia la panchina

“È stata una gara abbastanza simile a quella giocata a Marsiglia. I nerazzurri hanno tirato fuori qualche volta la testa dal loro guscio, ma hanno tentato il tiro raramente e da lontano. Nella ripresa Ranieri ha ridisegnato l’Inter togliendo Sneijder e Forlan. Il Napoli è passato con un’azione Dzemaili-Lavezzi: il Pocho da sinistra ha infilato Julio Cesar. L’Inter ha giocato le ultime fasi in superiorità numerica per l’espulsione di Aronica, autore di un fallo da ultimo uomo su Poli lanciato a rete. Ma la squadra di Ranieri non ce l’ha fatta, a pareggiare. Troppo malandata, anche se Pazzini si è divorato il gol dell’1-1. Così per l’Inter è arrivata la sconfitta numero 11 in 25 partite, un altro record negativo. Era accaduto solo nel 1947, 65 anni fa

Catania e Lecce da sogno (ll Corriere dello Sport – Prima pagina)

Ranieri non si rialza E appeso a un filo (Il Corriere dello Sport)

“Ecco perché tutto può succedere. Può darsi che Ranieri rimanga al suo posto, affrontando la prevedibile ira di San Siro in un match contro il Catania (domenica) che per lui avrebbe il sapore della… finale, ma non è neppure da escludere che oggi il tecnico di Roma riceva la comunicazione dell’esonero. Perché da ieri anche il terzo posto in classifica, e la conseguente qualificazione alla Champions League 2012-13, sembra un miraggio. Moratti potrebbe pensare all’ultimo tentativo disperato di dare una scossa a un gruppo che adesso è psicologicamente fragile e in difficoltà.

La domenica di Mazzarri e Reja (Il Corriere dello Sport)

“Importantissima la vittoria del Catania, autentica sorpresa di questa serie A. Si è ingarbugliata la corsa salvezza. Merita un grande applauso Cosmi che sta riportando in quota il Lecce. Dovranno fare molta attenzione Bologna e Fiorentina: da oggi in poi non ci sarà veramente più da scherzare.

Catania, superato lesame di maturità (Il Corriere dello Sport)

“La squadra di Montella irrompe nelle zone medio-alte della classifica con la rete di Bergessio, la prodezza di Marchese e lacuto di Gomez

“Esame di maturità superato. Il Catania reduce dalla vittoria di Siena si sbarazza del Novara di Mondonico e irrompe, quasi di prepotenza, nelle sfere medio-alte della classifica. Da queste parti la gente si stropiccia gli occhi, ma la sensazione è che il gruppo messo insieme negli anni dall’accoppiata Pulvirenti-Lo Monaco ed affidato ad un tecnico giovane e bravo come sta dimostrando di essere Montella sia una concretissima realtà. Al punto tale che, con una partita da recuperare a Cesena, potenzialmente i rossazzurri giocheranno domenica prossima, a Milano con l’Inter, una sorta di scontro diretto per l’Europa. Niente male per una squadra che doveva soltanto salvarsi e che, invece, sembra abbia davvero fatto l’atteso salto di qualità. Altrimenti l’ostico Novara del «Mondo» difficilmente sarebbe finito al tappeto.

Montella: Siamo stati quasi perfetti per più di un’ora (Il Corriere dello Sport)

“Pezzi d’autore. Nella galleria rossazzurra c’è l’imbarazzo della scelta: il duetto Lodi-Barrientos che propizia il primo gol, lo stratosferico sinistro di Marchese che vale il raddoppio, la travolgente accelerazione di Gomez per il tris. Il Catania ad alta qualità è un piacere per gli occhi. Seconda vittoria di fila, terza nelle ultime quattro giornate, 33 punti e nona posizione con una partita ancora da recuperare. Niente male, davvero niente male. Vincenzo Montella ne conviene: «Sino al 70′ siamo stati quasi perfetti. L’unica parte della gara che non mi ha convinto è stata l’ultima: ci siamo disuniti perdendo le distanze tra i reparti nel tentativo di realizzare il quarto gol. Nel complesso, comunque, sono davvero soddisfatto della prestazione della squadra».

Pulvirenti: Catania sei da applausi! (Il Corriere dello Sport)

“CATANIA – Questa sì che è pasta del capitano??… Quando indossa quella fascia al braccio, Giovanni Marchese sembra trovare nuova forza e nuove qualità. E chi avesse dei dubbi in proposito, beh, vada a rivedersi il gol che il ragazzo di Delia, provincia di Caltanissetta, ha rifilato ieri pomeriggio al Novara: un mancino di prima intenzione da fuori area, direttamente su corner di Ciccio Lodi, che il pur bravo Ujkani ha visto soltanto quando la traiettoria si era spenta in fondo al sacco. PRESENTIMENTO – «Sono stato bravo – sorride Marchese – Non era facile. Però mi sentivo dentro qualcosa e, allora, ho chiamato la palla. Straordinario Lodi a mettermela quasi sul piede, il resto lho fatto da me, mettendoci equilibrio e freddezza. Sì, sono davvero contento per questo mio secondo gol in Serie A. Non so se questa sia la mia miglior partita, ma sono contento per la mia prestazione. Io cerco di crescere gara dopo gara, per dimostrare ogni domenica il mio valore».

Mai a 33 punti alla 25ª negli ultimi sei anni di A (Il Corriere dello Sport)

“Non c’era riuscito nella splendida stagione di Pasquale Marino, quella tristemente segnata dagli incidenti del derby col Palermo che costrinsero i rossazzurri a giocare l’intero girone di ritorno in campo neutro e, spesso, a porte chiuse; non c’era riuscito nella stagione di Walter Zenga, che pure da questa squadra era riuscito ad ottenere grandi cose. I tifosi rossazzurri se ne sono accorti e adesso si strofinano le mani. C’è un sogno che si chiama Europa…

Lavezzi formato coppa Ranieri rimane al buio “Ma io non mi dimetto” (La Repubblica)

Quinta sconfitta consecutiva dell’Inter: 1-0

“Inter con un inedito 3-5-2 (Cordoba-Lucio-Samuel dietro, Faraoni e Nagatomo esterni) per coprire meglio la trequarti. Ma le cose per i nerazzurri non cambiano granché: in attacco non combinano nulla e il gioco è ancora in mano al Napoli. Che arriva al gol al 14’ con splendida azione verticale in contropiede breve, molto da Napoli: Dzemaili ruba a Milito, chiude il triangolo con Cavani, salta netto Lucio e serve Lavezzi, il cui destro in corsa, d’anticipo e senza preparazione, è una bellezza che si spegne nell’angolo sinistro di Julio Cesar. Zero reazione interista e Napoli ancora vivo, con Dzemaili devastante e due volte vicino al gol (19’ e 26’). Ci sarebbe il raddoppio di Campagnaro al 33’, annullato per fuorigioco, poi l’espulsione di Aronica (fallo da ultimo uomo su Poli) offre all’Inter un finale di speranza. Ma tutto si infrange sul pazzesco errore di Pazzini, al 43’, su cross di Nagatomo: colpo di testa comodo, eppure a lato. E lo strazio continua.

Bravo Marchese, una volta si chiamavano Eurogol (La Repubblica)

“Da segnalare i gol di Matri, Muriel, Bogdani, Bergessio, Bertolacci, Marilungo, i primi due di Denis, Klose, Basta. Il più bello è quello di Marchese. Bello e raro, questo tipo di gol, tant’è che siamo abituati a definirli eurogol da quando l’omonima trasmissione Rai ci portava in casa le reti degli altri. Bello più da vedere che da raccontare. Tutto è molto semplice. Calcio d’angolo per il Catania, va a calciare Lodi. Dal fronte destro dell’attacco il pallone va a spiovere sul centro-sinistra, una decina di metri fuori area. Lì è appostato Marchese e lì, col contagiri, gli arriva il pallone. Marchese colpisce di sinistro, collo esterno, ed è abile nel tenere il pallone a mezza altezza. Ujkani nemmeno abbozza la parata. Non c’è niente di casuale, è un numero d’alta scuola voluto e realizzato al meglio. Bravo Marchese, ma anche Lodi.

Le ha provate davvero tutte (La Gazzetta dello Sport)

“E allora è facile pensare che, come al solito, pagherà Ranieri, al quale non si può certo rimproverare di essere stato cocciuto nelle sue scelte, semmai di avere confuso le idee a giocatori che già si confondono da soli. Se sarà così, vuol dire che 3 non è soltanto il numero perfetto della tripletta di Mourinho, ma è anche il numero maledetto della difesa scelta da Gasperini e improvvisata da Ranieri. E in ogni caso in bocca al lupo a chi guiderà l’Inter domenica prossima contro il Catania. Perché non basta cambiare la panchina per rivedere la luce.

Il Catania tre per due Montella senza freni (La Gazzetta dello Sport)

“Gol di Bergessio, Marchese e Gomez, regia di Lodi: con il Novara c’è la 2a vittoria di fila

“Il Catania ha il passo del pugile sornione, apparentemente compassato ma che sa quando sferrare il colpo del ko. Rumina calcio per una mezzoretta, finché una «veloce» Lodi- Barrientos-Bergessio con tocco finale da sottomisura spezza l’equilibrio. Il Catania gioca su un piano inclinato mentre il Novara avverte scie insaponate sotto i piedi. E infatti i piemontesi nella prima parte non riescono a piazzare un solo tiro nello «specchio». Poi Mondonico cambia Mascara e Radovanovic con Mazzarani e Morganella: un po’ meglio, soprattutto col primo. Ma è ancora la formazione di casa ad andare in gol e che gol. Dalla bandierina Lodi disegna una larga parabola che va a depositarsi sul piede di Marchese appostato fuori area: l’impatto è micidiale e la sventola al volo fulmina Ujkani. C’è il tempo per altre 2 reti. Il Catania domenica va a far visita all’Inter e poi recupera la gara di Cesena: con la serenità di chi ha virtualmente in tasca la salvezza e sa di poter riscrivere la storia.

Il tecnico felice: «Sto bene qui, spero di restare» (La Gazzetta dello Sport)

“Vincenzo Montella superstar. Tutti lo applaudono, le grandi squadre (Napoli) lo puntano. Il tecnico del Catania ride di gusto: «Sto bene a Catania. Anzi, spero di continuare qui. Partita perfetta, contro il Novara? Bravi tutti, ma negli ultimi 20’ ci siamo allungati troppo cercando il quarto gol. Alla fine ne abbiamo beccato uno noi». In casa Novara, Emiliano Mondonico è ancora fiducioso: «Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio noi. Alla salvezza bisogna credere fino all’ultimo».

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E Pulvirenti guarda su «Catania, vali 50 punti» (La Gazzetta dello Sport)

“Il presidente: «Ma prima c’è da chiudere il discorso salvezza Montella? C’è un accordo per l’anno prossimo, lo rispetterà»

“Montella? Un allenatore di prima fascia. Il Catania? La rivelazione del momento. Via con le (meritate) celebrazioni del miracolo rossazzurro. Un miracolo su basi solide, non costruite a caso, ma con una lucidità che mezz’Italia invidia ai dirigenti etnei. Quota 50 Il presidente Pulvirenti, appena festeggiati i 50 anni, trasferisce la stessa cifra nel mondo del calcio: «Il Catania a quota 50 punti? Penso di sì, siamo in media. Ci mancano sei, sette punti alla salvezza. Prima li facciamo meglio è». Un cenno sui singoli: «Carrizo? Si vede che ha esperienza, frutto di campionati importanti.Ha personalità ». E gli abbracci con Mascara? «Peppe a Catania ha fatto bene, ha dato molto, ha ricevuto moltissimo. Il pubblico che adesso lo ha fischiato, l’ha amato come ha fatto con pochi giocatori. Io non dimentico e rinnovo l’invito: quando finirà di giocare, se avrà voglia di fare il dirigente, un posto nel Catania ci sarà sempre».





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